L’avevano portata via come una Dea che aveva occhi di ghiaccio
E nell’inferno della vita, stella cometa, rosa di fuoco, odore di zolfo e libeccio
Aveva lo sguardo, il colore e il cammino verso una terra di nebbia
E il sogno di un grigio mattino, accende la fame, la noia, la sete e la rabbia
Ma quando le parlo ritorna il sereno, finestra nel vento, castelli di marmo e un solo pensiero
Appesi alla luna a volare di notte, seguire i ritorni di musiche strette
Libera, libera un raggio di sole, lascialo andare e segui il calore
Libera, libera il mare e fa che vada a dormire, libera tutti, libera te
L’avevano lasciata li come una stella, caduta nella radura
Non ebbero fretta quando la videro rotta, ancora brillava, splendeva di luce e natura
Di quel firmamento ne ebbe il ricordo, la vita, il gusto e la sabbia
E l’ombra d’un cane sul ciglio del mondo, leccava il suo viso e annusava la nebbia
Ma quando ti parlo ritorna il sereno, finestra nel vento, castelli di marmo e un solo pensiero
Appesi alla luna a volare di notte, seguire i rintocchi di musiche strette
Libera, libera un raggio di sole, lascialo andare e segui il calore
Libera, libera il mare e fa che vada a dormire, libera tutti, libera te
Libera, libera il mare lascia che vada a dormire, libera tutti, libera te.

(Grazie a Libera per questo testo)

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