Из альбома: Il giorno del falco

Signore, da qui si domina la valle
e a cento e a mille ne vedo
di cristi discesi sul selciato

all'ombra d'alberi stizziti
al cospetto d'un cielo gravido ed ambrato
Signore, da qui ne vedo a cento e a mille
di quelli che lei chiama mobili birilli
sono braccia, sono mani, sono occhi chiari e scuri
sono capelli imbrigliati fra le crepe dei muri
Signore, da qui si sentono le voci
si leggono i contorni delle luci
e ancora della notte i pochi fuochi accesi
e ancora della notte i fiochi fiocchi appesi
sui rami della fede e della speranza
sui rami di chi crede nell'oltranza
sui rami della finita infinita storia
sui rami della madre memoria
Signore da qui si domina la valle
e a cento e a mille piegati sui ginocchi
affranti su grandi lenzuoli bianchi
amici, fratelli, sorelle, amanti
Signore, cosa passa nella sua mente?
Lo sguardo perduto nell'orizzonte
I pensieri altrove, i capelli al vento
gli occhi lo specchio dello sgomento
Signore, da qui si domina la valle
e a cento e a mille ne vedo bruciare di sete
sciogliersi al sole come comete
lanciarsi nel vuoto dello sconforto
Signore, da qui si sentono le voci
le grida invincibili della vita
fermi quest'odio, questa partita,
questa maledetta follia infinita.

(Grazie a nicola per questo testo)

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