7.30 colazione con la tuta nell'androne,
lo spesino e l'ispezione,
lo spesino e il superiore.

in un collegio senza il mare
dove non volevo stare
ma ogni onda sa nuotare,
ogni onda torna al mare.
er vento conosce te santa Nega
del ramo che spezza eppure non piega,
il vento conosce la malinconia,
la canta ogni sera
la canta ogni sera.
io ero uno, uno soltanto
che baciava la luna e le stelle
con occhi di pianto,
con occhi di asfalto.
senza santi in paradiso,
una smorfia ed un sorriso
e santa Nega sopra il viso
che tutto conosce e niente dirà
del tempo che viene
e del tempo che va,
che tutto conosce
se passi di qua
lascia un sorriso, lascia un sorriso.
amore mio mi rivedrai
in una pioggia di settembre
oppure poi mi troverai
in una farfalla tra le tende
perchè il destino conosce già
chi è nominato e chi non prega
e chi tra noi è nato già
figlio di santa Nega, di santa Nega, di santa Nega.
20.30 interruttore
e la luce spegne gli occhi
mica il cuore, mica il cuore.
cosi la mente vola via
e ci ritrova innamorati in una via,
in una via.
appoggiati a quel portone
con te addosso il mio maglione
tu sei felice e io non so
dirti che torno in prigione
torno in prigione.
amore mio me scorderai
ma nun scordà mai quell'estate
i baci, noi, le fantasie,
er mare, le nostre risate
perche il destino conosce gia
choi è dominato e chi non prega,
e chi tra noi è nato gia
figlio di santa Nega, di santa Nega, di santa Nega.
madre mia proteggeme
che il monno s'è scordato
quello che potevo dà
e quello che sò stato;
madre mia proteggime
che il monno se ne frega
dei suoi figli natiùdevoti a santa Nega.

(Grazie a Alessia per questo testo)

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