Se penso a te ti vedo in Via dei Tigli
lo sguardo chiuso contro il cielo azzurro
Io sono l’altro, lui che volta le spalle

bruciato di luce confuso nel paesaggio
E senza dare nell’occhio esco fuori dall’inquadratura
devoto a nessuno
votato alla fuga
Oh madre
il vento scuote ciò che cede
le insegne, i rami, le catene
le foglie morte dell’amore
Riuniti qui a consumare
il piatto freddo della cena
la vita stinta nell’attesa
Oh madre
il mare ingoia ciò che cade
le navi, i ponti, le frontiere
il senso ambiguo del dovere
Seduti qui a contemplare
le zone d’ombra della cena
la vita vinta dall’attesa
Dimmi la strada
dammi un secondo
indicami il modo
per girarci intorno

(Grazie a francesco per questo testo)

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